“Per arrivare a fine mese devo fare due o tre lavori. Il problema non è chi protesta”

C'è un limite oltre il quale la retorica del "sacrificio a tutti i costi" si trasforma in una pericolosa mistificazione della realtà: lo sa bene chi ogni giorno vive sulla propria pelle il peso di stipendi bloccati e di un costo della vita che cresce sempre di più. Quando nei salotti televisivi si arriva a normalizzare l'idea che per sopravvivere sia necessario accumulare due o tre lavori — quasi fosse una virtù e non il sintomo di un collasso sociale —, forse si esagera. A mettere in luce questo paradosso è ancora una volta il docente e creator @poetasenzanomeecognome, che ha smontato le recenti dichiarazioni di Giuseppe Cruciani: con un'analisi lucida e senza sconti ha ridato voce alla frustrazione di una categoria intera, ricordando che chiedere una vita dignitosa non è un capriccio, ma un diritto costituzionale non negoziabile.

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