Mese: Aprile 2026
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MIM: pubblicati oggi i bandi da 331 milioni di euro per la formazione del personale docente e ATA e per l’acquisto di dispositivi digitali
Sono stati pubblicati oggi gli avvisi per la realizzazione di percorsi formativi per i docenti e per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso ai docenti, nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione professionale dell’intero personale scolastico.
Queste risorse, su volontà del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, si sono aggiunte alla Carta del docente per l’anno scolastico 2025/2026 che, come è noto, è stata estesa per la prima volta a partire da quest’anno anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto, ai docenti con incarichi di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno e al personale educativo dei convitti e degli educandati, per una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti, 253.000 in più rispetto a quelli previsti originariamente dalla carta.
Le scuole avranno tempo fino al 12 maggio per l’adesione al bando per l’acquisto di dispositivi digitali e fino al 15 maggio 2026 per aderire ai percorsi formativi.
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Prime fasce sostegno per le nomine in ruolo
Anche quest'anno potranno essere utilizzate le prime fasce sostegno per le nomine finalizzate al ruolo. Saranno però utilizzate in coda agli elenchi regionali.
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Sostegno- Avvio TFA Sostegno XI ciclo
Con nota del Ministero dell’istruzione e del merito del 25 marzo 2026, prot. 7496 (all.1), è stato comunicato il fabbisogno per l’avvio dei percorsi di specializzazione per il sostegno, riferiti all’attivazione dell’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità della scuola dell’infanzia e primaria e della scuola secondaria di I e II grado per l’a.a. 2025/2026, per un totale di n. 30.241 posti.
Al riguardo, è riportato qui, di seguito, il fabbisogno suddiviso su base regionale per ogni ordine e grado.

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Schettini e i teachtokers, Castellana (Gilda): “Non sono contrario, ma il docente non deve essere amico degli studenti”
Dall’inizio di quest’anno si discute molto della figura dei cosiddetti teachtokers, coloro che svolgono, accanto alla loro professione da insegnante, quella di influencer o content creator. Se ne parla da quando il docente e content creator Vincenzo Schettini ha pronunciato alcune dichiarazioni che hanno sollevato un polverone.
La polemica
“L’insegnamento cambierà molto. La scuola si fruirà anche online, fuori dalle quattro mura, molti insegnanti andranno in part-time e proporranno contenuti online, anche a pagamento. Perché un buon prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura no? Dobbiamo uscire dal cliché che la cultura debba essere sempre gratuita. Se un metodo è buono, è giusto che diventi un prodotto accessibile. Io stesso ho acquistato corsi di inglese online perché ho riconosciuto il valore del metodo”, ha aggiunto.
Schettini ha anche detto di “costringere” gli studenti a guardare le sue live, promettendo voti alti a chi partecipava.
In molti hanno criticato i “teachtokers“: è giusto fare “divulgazione” sui social e mostrare la propria attività online oppure si supera un limite? Ancora si tratta di una situazione “non normata”: non esiste una legge che regola questo tipo di attività alternativa. Alcuni sindacalisti hanno detto la propria a Panorama.
Le opinioni
“Per le attività di teachtoker o influencer si tratta di verificare se e quanto si configurino come commerciali o imprenditoriali (che non sarebbero consentite), se rientrino invece nella sfera delle libere professioni, o, infine, se siano assimilabili alle mansioni di divulgazione scientifica e culturale”, spiega Ivana Barbacci di Cisl Scuola. “Se è lecito scrivere un libro di fisica e prenderne i proventi, difficile ritenere illecito parlare di fisica in un video su YouTube”, aggiunge la segretaria, la quale – tuttavia – non esclude il “rischio che una presenza molto caratterizzata sui social accentui un profilo ‘individualista’ della professione”.
“In linea di massima non sono contrario. Queste attività avvengono da sempre. Il docente non deve essere ‘l’amico’ dello studente e deve avere un ruolo educativo ben preciso. Purtroppo la presenza ‘informale’ se non pone dei paletti, potrebbe portare a una confusione dei ruoli che causerebbe un indebolimento maggiore della figura degli insegnanti, che non sono ‘intrattenitori’ o ‘animatori da villaggio turistico’, ma che spesso hanno un ruolo scomodo e complicato, che deve mirare alla crescita culturale e sociale dei singoli studenti”, queste le parole di Vito Carlo Castellana, Gilda degli Insegnanti.
“La questione non è lo strumento in sé, ma il suo utilizzo didattico. Le tecnologie possono essere utili se gestite dal professore come strumenti di apprendimento. Diverso è l’uso non finalizzato alla didattica. Serve equilibrio, evitare abusi ma anche non demonizzare la tecnologia quando è funzionale all’insegnamento”, argomenta Giuseppe D’Aprile, di Uil Scuola, sottolineando comunque l’importanza di tutelare la privacy degli alunni: “La scuola è un luogo di formazione e protezione dei minori, questo principio deve restare centrale”.
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SCUOLA, FGU: GIORNATA NAZIONALE RSU MOMENTO DI APPROFONDIMENTO E CONFRONTO
Si è svolta questa mattina, a Roma, presso l’Auditorium Rieti, in via Rieti 13, la giornata nazionale dedicata alle RSU e delegati (TAS), organizzata dalla Federazione Gilda Unams.
L’apertura dei lavori è stata affidata al coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, che ha fatto un sunto politico sindacale, menzionando tre dei punti critici che hanno portato alla inevitabile trasformazione della Scuola Pubblica Statale.
Tra questi, la legge sull’Autonomia Scolastica, che ha frammentato l’offerta formativa sul territorio, facendo venire meno il dettato costituzionale del diritto allo studio. Castellana ha evidenziato che i 7.500 istituti scolastici producono 7.500 diverse interpretazioni del contratto collettivo. Questa situazione ha aumentato il contenzioso dal punto di vista sindacale e generato il progettificio, con piani autoreferenziali ed una programmazione che spesso è inutile e che perde di vista il vero obiettivo che ogni docente persegue, la preparazione delle lezioni.
Un altro punto critico menzionato da Castellana, tra le cause dell’indebolimento della Scuola, è stato relativo la Riforma Gelmini, attivata dal 2010, che ha causato oltre 8miliardi di tagli al personale, la riduzione dell’orario didattico con ricadute pesantissime in termini di organici. “Una riforma che ha depotenziato la scuola primaria e gli istituti professionali, ha cancellato ore di competenze di base e rivisto i criteri delle formazioni delle classi prime, che hanno portato alle famose classi pollaio. Un’operazione di taglio – ha concluso - a discapito della qualità dell’Istruzione e della stabilità lavorativa dei docenti”.
Infine, nonostante sia stata poi depotenziata, anche la Legge sulla Buona Scuola “Ha rappresentato un attacco frontale alla professionalità degli insegnanti, sminuendone, oltretutto, l’autorevolezza, agli occhi dell'opinione pubblica. Il nostro compito – conclude il coordinatore nazionale - rimane quello di difendere e rafforzare la Scuola Pubblica Statale, riaffermando il pilastro fondamentale che la Costituzione riserva alla professione docente, la libertà di insegnamento e soprattutto investendo sui ragazzi, dando ad ognuno la possibilità di raggiungere lo stesso successo formativo”.
Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams





