Mese: Giugno 2026

  • Taglio di 315 cattedre di potenziamento in Veneto entro il 2029 — a Verona il peso ricade soprattutto sulla scuola primaria

    Taglio di 315 cattedre di potenziamento in Veneto entro il 2029 — a Verona il peso ricade soprattutto sulla scuola primaria

    La programmazione triennale degli organici docenti elaborata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito conferma ciò che come Gilda degli Insegnanti di Verona temevamo: nei prossimi tre anni il sistema scolastico italiano perderà 3.917 posti di potenziamento a livello nazionale. Il Veneto contribuirà con 315 cattedre in meno, passando dalle 3.867 unità del 2025/26 alle 3.552 del 2028/29.

    Una scelta politica, non una necessità tecnica

    Il Ministero presenta questa riduzione come adeguamento alla contrazione della popolazione scolastica — confermata dai dati del proprio "Focus avvio anno scolastico 2024-2025": 134.000 studenti in meno a livello nazionale per il 2025/26, oltre 300.000 persi nella sola scuola primaria nell'arco di otto anni.

    Eppure la programmazione ministeriale rivela una contraddizione insanabile: i posti comuni dell'organico dell'autonomia restano sostanzialmente invariati. Il contenimento della spesa viene scaricato quasi esclusivamente sul potenziamento. Non si tratta dunque di una redistribuzione equa: si tratta di un taglio selettivo che colpisce la componente più flessibile dell'organico, quella su cui poggia una quota significativa dell'offerta formativa aggiuntiva delle scuole.

    L'evoluzione degli organici di potenziamento

    a.s.VenetoItalia
    2025/263.86750.202
    2026/273.76848.795
    2027/283.66047.606
    2028/293.55246.285

    Il Veneto, con 27.212 classi nell'a.s. 2024/25, perde l'8,1% delle cattedre di potenziamento nel quadriennio. Il dato nazionale complessivo scende sotto quota 661.000 unità totali di organico dell'autonomia.

    Cosa significa per le scuole veronesi

    La situazione veronese rispecchia fedelmente la tendenza regionale e nazionale, con una specificità che non possiamo ignorare: è la scuola primaria a sostenere il carico più pesante del calo demografico. È proprio in questo segmento che la perdita di alunni si concentra con maggiore intensità, trascinando con sé la riduzione delle classi e, conseguentemente, delle risorse di potenziamento. Eppure è in primaria che il potenziamento svolge funzioni insostituibili: il recupero precoce delle difficoltà di apprendimento, il supporto ai bambini con BES, la copertura delle supplenze brevi in un ordine di scuola dove la continuità del docente di riferimento è particolarmente critica.

    Non è un caso che le realtà scolastiche del territorio che già operano con organici ridotti siano oggi le più esposte: ogni cattedra di potenziamento in meno si traduce immediatamente in un progetto didattico sospeso, in una classe lasciata senza copertura, in un collega di sostegno che lavora senza affiancamento.

    La posizione della Gilda

    Come Gilda degli Insegnanti, a livello nazionale abbiamo più volte denunciato come la logica del dimensionamento scolastico e della riduzione degli organici stia producendo istituti sovradimensionati, privi delle risorse umane necessarie a garantire una didattica di qualità. Siamo contrari a ogni automatismo che traduca il calo degli iscritti in riduzione lineare del personale: la diminuzione degli alunni dovrebbe essere un'occasione per migliorare il rapporto insegnante-studente, non per fare cassa.

    A Verona questa posizione non è astratta: il territorio esprime realtà scolastiche molto diverse per dimensione, composizione sociale e bisogni formativi. Applicare tagli uniformi senza tenere conto di queste differenze significa trattare allo stesso modo situazioni che allo stesso modo non sono.

    Le nostre richieste

    • Sospendere i tagli lineari al potenziamento: le riduzioni degli organici devono essere valutate caso per caso, in raccordo con i Piani dell'Offerta Formativa e le esigenze reali di ciascun istituto, con particolare attenzione alla scuola primaria.
    • Redistribuire i risparmi derivanti dal calo demografico in investimenti di qualità: classi meno numerose, più risorse per studente, più tempo per il recupero e per l'inclusione.
    • Tutelare i docenti di potenziamento già in organico, evitando che il taglio si traduca in mobilità forzata o in perdita di continuità didattica a danno degli studenti più fragili.

    La Gilda di Verona seguirà con attenzione l'evoluzione della programmazione ministeriale e non mancherà di mobilitarsi, insieme alle altre strutture territoriali della federazione, qualora il Governo non dia risposte concrete a queste istanze.

    Invitiamo tutti i colleghi, i dirigenti scolastici e le famiglie del territorio a informarsi e a fare pressione sulle istituzioni competenti. La scuola pubblica non può essere ridotta a un'equazione contabile.

    La Coordinatrice Provinciale
    Michela Torre
    Gilda degli Insegnanti — Sezione di Verona
    www.gildaverona.org

    https://www.larena.it/territorio-veronese/citta/scuola-rischio-docenti-potenziamento-verona-1.13031719