Il PEI non è un algoritmo: l’intelligenza artificiale può aiutare la scuola, ma non decidere il futuro di un alunno

L’intelligenza artificiale entra nelle scuole in un momento nel quale la progettazione inclusiva è chiamata a diventare sempre più precisa, condivisa e verificabile. Può facilitare la lettura di documenti, aiutare a predisporre materiali accessibili, suggerire modalità alternative di presentazione delle attività e alleggerire alcuni compiti organizzativi. Proprio questa disponibilità, apparentemente illimitata, fa sorgere una domanda decisiva: fino a dove può spingersi l’assistenza tecnologica quando sono in gioco il progetto educativo e i diritti di un alunno con disabilità? La risposta riguarda la qualità dell’inclusione e, insieme, la corretta distribuzione delle responsabilità all’interno della scuola.

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